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11 Luglio - 7 Settembre 1999
L’Associarte e il Brass Group sono lieti di presentare al pubblico catanese un concerto di rilevanza internazionale, tenuto da uno degli artisti viventi maggiormente autorevoli nel settore del vocalismo jazz e dei suoi derivati, un artista di cui negli ultimi periodi si è sentito parlare poco, ma che sostanzialmente è riuscito a coniugare, in virtù anche delle sue strabilianti doti vocali il passato con linee moderne e contemporanee, creando inoltre un modo del tutto insolito nella definizione di canto moderno, ove possono coesistere tutte le influenze sotto l’egida di una seria politica professionale attiva e fattiva.
“Il mio interesse per la musica estemporanea ebbe origine quanto ero ancora un ragazzino…” ricorda di sé Al Jarreau. Il poliedrico cantante di Milwaukee (Wisconsin), dopo un’infanzia scandita da un attento ascolto delle nuove dimensioni musicali che gli consente di affinare il suo “orecchio”, esordisce professionalmente alla fine degli anni Sessanta, dopo aver conseguito un ambito Master in psicologia. Il trio che lo ingaggia per delle serate in un piccolo club di San Francisco è al tempo diretto da un pianista semisconosciuto che risponde al nome di George Duke. Al si trasferisce quindi a New York, attratto dalla moderna ondata di creativa che si respira nella capitale, dove si forma ecletticamente insieme con eterogenei artisti del calibro di Richard Pryor, Bette Midler e soprattutto Quincy Jones. La critica continua in ogni modo a misconoscere le formidabili qualità innovative di Al Jarreau sino al ’75, quando viene scritturato dalla Warner per la realizzazione del suo primo lavoro discografico: “We got by”. Si tratta di una rivelazione per il mondo jazz che riceve entusiasmanti consensi sia dal pubblico più evoluto sia dai critici specializzati, che lo insigniscono inoltre del premio “Best New Artist ‘75”. L’anno seguente Al Jarreau realizza il suo secondo album solita, “Glow”, ricevendo nel contempo importanti proposte di collaborazione. Il ’77 è l’anno di “Look at the Raimbow” prima sua incisione dal vivo e dunque, l’anno seguente, esce “All fly home”, uno dei suoi prodotti discografici più riusciti, con il quale viene consacrato quale cantante più originale del jazz contemporaneo da autorevoli firme del giornalismo neroamericano, ottenendo la segnalazione sulle più rilevanti riviste del settore quale migliore cantante sia jazz che pop, in particolare per il sorprendente modo di usare la voce quale fosse uno strumento completo.
Al Jarreau a questo punto viene indicato come il cantante più innovativo della storia del pop-jazz, dotato di una tecnica straordinaria e di naturali capacità timbriche sbalorditive, con le quali riesce a “dipingere” artistici paesaggi di sapore impressionistico e destreggiarsi con autorità in creative improvvisazioni di inimitabile valore artistico, non riscuotendo però il successo di vendite e di pubblico che si era augurato.
Il 1980 segna via via la sua divagazione verso vie più commerciali e redditizie in termini di notorietà e dal punto di vista economico, cercando però di mantenere un equilibrio sostanziale con la sua cultura d’origine. Viene dunque notato da critici di diversi settori – nonché di levatura professionale… - imponendosi massicciamente sul mercato discografico. Al Jarreau diventa quindi famoso a livello internazionale, ottenendo premi prestigiosi per le vendite, dischi d’oro e di platino, innumerevoli nomination al Grammy Award e diversi successi nelle classifiche di questo ambito premio. Oggi, dopo un lungo periodo di silenzio a livello europeo, Al Jarreau si ripropone al pubblico con questo tour in veste rinnovata, con riferimenti chiari al suo passato di grande artista e sempre sbalorditivo nell’economica e nella gestione del suo particolare inimitabile “strumento”: la voce.



Al jarreau
voce

Freddie Ravel
tastiere

Ross Bolton
chitarra

Chris Walker
basso

Jota Morelli
batteria


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